« Indietro

Perché Letizia studia il finlandese?


Vuoi sapere perché Letizia studia il finlandese? Leggi il suo articolo:




Tra i dolci suoni di una lingua incontaminata: il finlandese



Ho sempre avuto la passione per le lingue e fin da bambina sognavo che da grande ne avrei parlate tante. Man mano che crescevo la lista delle lingue che avrei voluto parlare in futuro aumentava, fino a comprendere, senza una ragione precisa, anche il finlandese. Non so perché l’avessi scelta – a volte credo che sia stata lei a scegliere me –; non sapevo nulla di lei, del suo non essere indoeuropea o dei suoi famosi 15 casi; non avevo nemmeno mai ascoltato la sua dolce melodia, ma già sentivo che aveva qualcosa di diverso dalle altre. Quando, alcuni anni dopo, iniziai ad ascoltare i suoi suoni e ad imparare le prime parole ne ebbi la conferma.


È strano pensare che ci possa essere un destino nell’apprendimento di una lingua, ma nel mio caso qualcosa di speciale è avvenuto. Per una serie di fortunate coincidenze, in un giorno di settembre dell’anno appena scorso, mi sono imbattuta in un annuncio che mi ha fatto presagire che qualcosa di nuovo e più costante per il mio studio del finlandese sarebbe arrivato, un corso vero e proprio e non più video amatoriali sull’insegnamento delle basi della lingua pubblicati in rete o vocaboli senza contesto sul dizionario.
Così, in un giorno di ottobre è iniziato il corso, una nuova avventura tra i dolci suoni di una lingua, per me, incontaminata, limpida, rassicurante, una lingua di cui non tutti possono sentirsi ‘padroni’, una lingua che, come quasi tutto quello che appartiene a pochi, dà un senso di protezione, di non-invasione.


Studiare finlandese alla Rooman Suomi-koulu non significa solo studiare una lingua; significa aprire i propri orizzonti, scoprire altri mondi, altre vite, altri progetti, altri sogni. Significa imparare divertendosi. Significa avere l’onore di entrare a far parte di una piccola grande comunità. Più semplicemente, significa perseguire un sogno con costanza, motivazione ed allegria; fattori, questi, che non sarebbero stati possibili, almeno per me, attraverso uno studio unicamente da autodidatta. Avere un’insegnante che conosce a fondo la materia, che stimola l’apprendimento, che segue gli allievi è fondamentale per costruire delle basi solide per l’acquisizione graduale delle strutture e del lessico di una lingua.


In più, grazie a quest’avventura ho collezionato e sto collezionando esperienze e ricordi unici, come festeggiare pikkujoulu con la comunità finlandese di Roma al Circolo Scandinavo o nella residenza dell’ambasciatore di Finlandia, andare a conferenze che riguardano la cultura e il modo di vivere e di sentire del popolo finlandese, essere intervistati (io e i miei compagni) in finlandese sui motivi per cui studiamo la lingua e andare in onda sul telegiornale più importante della Finlandia, passare una bella serata alla Casa del Cinema di Villa Borghese guardando un vecchio film italo-finlandese con alcuni compagni del corso o avere la possibilità di scrivere un articolo – questo – per un sito di cultura finlandese.


Studiare finlandese, per me, significa anche imparare a conoscere una cultura che ha tanto da offrire e da cui prendere il buon esempio, dall’amore per la cultura al rispetto del silenzio, dal contatto privilegiato con la natura all’attaccamento alla storia e a chi ha fatto la storia del Paese.




Letizia D’Andrea