« Indietro

Le folle silenziose di Kaarina Kaikkonen negli spazi pubblici di Arezzo | fino al 1.9



Le installazioni site specific di Kaarina Kaikkonen (Iisalmi, 1952) ad Arezzo, in occasione della prima edizione della rassegna di cultura estetica internazionale ICASTICA (8 giugno-1 settembre), abitano gli spazi pubblici della cittadina con quella carica poetica che è propria dell’artista.



Le cinquecentesche logge del Vasari in Piazza Grande, uno dei più suggestivi scorci di Arezzo, si trasformano in un percorso attraversato da indumenti, che intrecciati gli uni agli altri pendono dal soffitto e si abbandonano al vento. Sono giacche, camicie, pantaloni, abiti comuni in parte donati dagli stessi aretini, disposti a partire dai colori più scuri e rimarcanti l’ombra della loggia, fino a quelli bianchissimi e inebriati di luce che s’insinuano nell’altra estremità del corridoio. È un percorso verso la luce, precisa l’artista. Attraversare interamente lo spazio è l’unico modo per esperirne l’opera.
Diversamente accade in Piazza della Libertà, seconda location dedicatale: qui uno spazio storico si trasforma in un dinamico e colorato forum cittadino. Vivaci le tonalità e mutevoli le forme di cui si compone l’installazione: sono maglie e camicie che si tengono per mano, e disegnano per aria un ondulato discorso che dall’alto della torre quadrangolare del Palazzo dei Priori corre giù fino agli edifici vicini.

Letteralmente ICASTICA significa “intensità, efficacia, arte del rappresentare gli oggetti reali per mezzo delle immagini”. È dunque sull’immediatezza e sull’efficacia comunicativa che il direttore Fabio Migliorati ha voluto puntare, assegnando a Kaarina Kaikkonen la Chimera d’oro, premio della giuria. La vincente peculiarità dell’artista finlandese è la sua capacità di conferire parola ad oggetti inanimati: Kaikkonen designa l’indumento come estensione materica e tangibile di vissuti che altrimenti vivrebbero solo nella memoria. Così, nella loro silenziosa chiassosità quegli abiti ci parlano di storie individuali, e che tenendosi per mano ed abitando spazi pubblici diventano al contempo racconti collettivi.

Federica Fierri

Kaarina Kaikkonen a Icastica